AYURVEDA
 

L’Ayurveda è la Scienza della vita...
L’ayurveda è uno dei più antichi, oserei dire il più antico, metodo curativo presente sulla terra, nacque certamente più di 5000 anni fa alle pendici dell’Himalaya, da documenti scritti, ma è certo che prima del Kali yuga era già da molto tempo presente ed utilizzato comunemente dalla popolazione indiana.
L’Ayurveda non è semplicemente la scienza medica indiana bensì un sistema filosofico molto più ampio ed articolato, non si può parlare di religione, poiché non Io è veramente, anche se per certi versi intraprendere un percorso ayurvedico significa andare a lavorare nella parte più intima di sé. La guarigione non può essere solo fisica poiché la malattia nasce da radici ben più profonde e guarire significa attuare un processo di trasformazione che parte proprio dal proprio sistema di credenze. Il viaggio della vita è una cosa sacra, non vi è un percorso più sacro della vita stessa, fonte di esperienze ed evoluzioni incessante, che passa da vita a vita, da coscienza a coscienza.
La pratica di persone illuminate ha fatto si che il cosmo fornisse all’uomo mezzi e conoscenza per andare nel profondo, per comprendere che non si è soli ma che si è parte di una collettività nata da un disegno divino molto più ampio e consapevole di quanto ognuno di noi possa minimamente pensare con i sistemi logico-razionali in voga in occidente. Ci vuole una mente aperta e uno sguardo un po’ lungimirante per poter comprendere il significato ultimo di vita e viaggio, di malattia e di guarigione.
Il sistema Ayurvedico è praticato largamente in India da più di 5000 anni.
L’Ayurveda considera sempre il rapporto tra micro e macro cosmo, non si possono sottovalutare i fattori esterni, il dharma, il karma e tutte le componenti per poter sciegliere una terapia ad hoc che permette la guarigione attraverso la sistemazione dei rapporti che intercorrono tra l’uomo e tutte le altre forme di natura, compreso il Creatore stesso. E’ molto importante non tralasciare nulla della vita di una persona se si vuole che stia bene, con se stesso e con il cosmo. Il rapporto con la religione è fondamentale poiché è il sistema di credenze che più di ogni altra cosa influisce sui comportamenti umani e quindi sulla sintomatologia che una persona presenta.
Ayurveda, Yoga e Tantra sono discipline fondamentali per recuperare e conservare la salute, quella vera.
Non è semplicemente un tipo di medicina naturale dalle vaste potenzialità, bensì un metodo per curare e soprattutto per prevenire il formarsi della malattia. Secondo l’ayurveda una buona parte degli squilibri a livello energetico, causa poi di malattia, deriva da problematiche psicologiche ed energetiche molto prima che fisiche. L’ayurveda cura il benessere della persona a 360 gradi, non si limita all’aspetto corporeo della persona ma va a fondo e cerca di sondare la radice psicologica della problematica. Quando un terapeuta indiano si prende cura della persona lo fa attraverso metodi che vanno dalla recitazione di mantra alle asana dello yoga, dalle terapie farmacologiche ai rimedi del panca karma, dalla pulizia interiore ai massaggi e così discorrendo.
La persona viene vista come un insieme complesso di elementi per cui non si può curare una persona perdendo di vista la sua professione, il suo credo, la sua composizione familiare, lo stato a cui appartiene ecc.
E’ l’unica scienza che riconosce almeno dieci tipi diversi metabolici, non ci sono globalizzazioni nè uniformazione nella ricerca della cura.
Dato il basso contenuto tecnologico e l’adattabilità a qualsiasi tipologia di persona, credo, costituzione, clima (...) l’OMS l’aveva riconosciuta negli anni 70 come una delle migliori metodologie applicabili soprattutto nei paesi del terzo mondo.
Usando forze naturali come calore, freddo, luce, erbe, cibi, minerali, esercizio fisico e lavoro con la mente e le emozioni per mezzo della meditazione, l’ayurveda può essere la base di una medicina globale accessibile e alla portata di tutti.
La teoria ayurvedica sostiene che la salute è il risultato di uno stato di armonia con il proprio sé. Per essere in buona salute deve esistere armonia tra lo scopo e l’esistenza, i pensieri, I sentimenti e le azioni fisiche. Se si ha uno scopo pacifico ma i propri pensieri sono pieni di paura e le emozioni sono negative, nel corpo fisico si manifestano delle malattie con la funzione di “campanello di allarme” per stimolare un cambiamento. In ayurveda la manifestazione di una malattia è considerata un buon segno perché porta alla luce un aspetto della persona che prima era nascosto ... un aspetto che va curato. La salute è caratterizzata dall’armonia con tutti gli aspetti del sé. Questa armonia interiore si manifesta anche come armonia con la famiglia, gli amici, i colleghi dl lavoro, la società e la natura.
La saggezza Ayurvedica non è legata a un’epoca o a un luogo particolari, e chiunque può trame vantaggio, ovunque si trovi.
Secondo l’ayurveda ogni cosa può essere una medicina o un veleno, a seconda dell’uso che se ne fa. L’ayurveda ammette inoltre che non esistono una cura o un rimedio adatti a tutte le persone, in tutte le circostanze. L’arte della buona medicina è duplice: capire il paziente e la sua situazione, sapere come e quando agire per aiutare la natura a prestargli le cure più adeguate.
Proprio a causa della differenza tra gli esseri umani l’Ayurveda fu sviluppato come un sistema medico adattabile con precisione alle esigenze individuali. L’Ayurveda insegna a conoscere e a scoprire noi stessi, incoraggia le persone ad apprendere chi sono, perché sono sane, perché si ammalano, oltre che a cambiare la propria vita in modo da apprezzame con la massima intensità i piaceri. La medicina Ayurvedica ha come principio quello di non apportare alcun danno, valutando in modo molto approfondito l’eventualità di effetti collaterali, che generalmente non si presentano.
La malattia, secondo questa filosofia, non è una catastrofe capitata per volere di chissà chi, ma è un campanello di allarme che sta avvisando la persona di modificare qualcosa nella sua vita poiché in questo momento vi è disequilibrio, disarmonia. ovvio che se il campanello di allarme viene ascoltato al primo bruciore di stomaco forse si può evitare l’ulcerazione delle pareti gastriche, se al contrario si aspetta di giungere all’ultimo stadio è molto più complesso cambiare lo stato delle cose, soprattutto perché è l’atteggiamento stesso della persona che si è ulcerato più che lo stomaco.
Secondo 1’Ayurveda gli scopi della vita sono:
- il compimento dei propri doveri nei confronti della società
- l’accumulo di ricchezze conseguente al compimento dei propri doveri
• soddisfare i propri desideri legittimi con le proprie ricchezze
• comprendere che nella vita non esistono solamente i doveri, le ricchezze e i desideri
La malattia è quindi un messaggio che suggerisce la necessità di un cambiamento la forza quindi viene dal trasformare il proprio atteggiamento nei confronti
della malattia, la guarigione viene dal fatto di vedere le avversità come una sfida e dal fatto di rivedere i propri pensieri negativi riguardo le persone e gli eventi, la malattia di può trasformare in una perfetta opportunità. La salute spirituale è quindi un equilibrio dinamico fra una personalità fortemente integrata e la natura. Questo è possibile solo quando le persone si ricordano del debito contratto nei confronti della natura.
Spesso volendo analizzare la persona ‘a pezzi’ come fa la medicina a cui siamo usi in occidente si fa come quei ciechi chiamati a descrivere un elefante: il primo tocca le gambe ‘un elefante è come un tempio e queste sono le sue colonne’; il secondo tocca le la proboscide ‘è come un serpente’; il terzo la pancia e dice ‘è come una montagna’; il quarto un orecchio ‘è come un ventaglio’ e il quinto la coda ‘l’elefante è come una frusta’. Ogni definizione è giusta, ma l’elefante non viene mai fuori per quello che è. Gli scienziati si comportano in questo modo, il mondo che vedono attraverso la loro lente è solo una piccolissima rappresentazione dello stesso.
Il processo della malattia
La salute è ordine, la malattia è disordine. La salute è equilibrio, la malattia è disequilibrio. All’interno di ogni essere vivente ed in particolare all’interno del corpo umano vi è una continua interazione tra ordine e disordine. Se si è consapevoli si possono valutare i momenti di disordine e cercare di metterli in breve tempo in ordine. L’ambiente interno del corpo è in costante relazione con quello esterno, quando i due mondi sono in disequilibrio si crea disordine.
Lo stato di salute dipende molto da AGNI, il fuoco gastrico, dagli umori corporei, i DOSHA, dai tre prodotti di rifiuto, URINA, FECI e SUDORE, dai SENSI, dalla relazione tra CORPO, MENTE e COSCIENZA. L’equilibrio degli elementi menzionati è fondamentale per il mantenimento costante del benessere psicofisico. La malattia può essere FISICA, PSICHICA e SPIRITUALE. La malattia può nascere in un organo ma poi manifestarsi in un altro, uno squilibrio della flora batterica può causare problemi a livello digestivo, rendendo tutto l’apparato debole. La costituzione fisica può determinare il tipo di disequilibrio e quindi di patologia, anche se data una costituzione gli squilibri possono competere altri tipi di umori.
Lo squilibrio può originarsi nella coscienza sotto forma di qualche consapevolezza negativa, facendo sorgere nella mente il seme della futura patologia.
La causa primaria della malattia è dovuta all’indebolimento di agni, il fuoco della digestione. Le malattie cominciano a causa del ristagno dei dosha nel corpo. Quando uno o più dosha sono fuori equilibrio cominciano ad accumularsi sotto forma di forza negativa. Questo porta inizialmente ad una difettosa circolazione dei dosha nel corpo. I primi sintomi possono essere avversioni ai cibi che contengono le qualità dei dosha in disordine, mancanza di brillantezza, chiarezza e senso di stanchezza.
Il secondo stadio vede il diffondersi dei dosha al di là della normale sfera di accumulo, che viaggiano attraverso la motilità di vata in tutto il corpo. Può apparire mal di testa, nausea, costipazione, indigestione, diarrea.
Nel terzo stadio i dosha si diffondono ancora di più nel corpo, dove non dovrebbero, e possono rimanere inattivi per un po’ fino a che poi la malattia si presenta, a questo punto piccoli rimedi non bastano più e servono quelli più completi del panca karma; nel quarto e quinto stadio i dosha ammalati cambiano completamente la loro posizione, si concentrano in tessuti e strutture creando condizioni di malattia ben precisi... diabete, malattie cardiache, artrite, cancro... Nello stadio finale la malattia è molto avanzata e diventa cronica.
Squilibri e motivi
Come abbiamo visto ogni emotività genera uno stato di disequilibrio nel tridosha, la paura repressa crea danni a vata, la rabbi a pitta e l’avidità o attaccamento a Kapha. Gli squilibri nel tridosha portano allo stato di malattia. È possibile che squilibri del corpo si riversino su mente e coscienza, ad esempio la continua ingestione di cibi nocivi, conservati, animali.., gli abitudini di vita scorretti, la poca pulizia ecc. sono tutti fattori che precludono il benessere di corpo mente e coscienza. Il danneggiamento dell’equilibrio crea tossine — AMA — che vengono poi messe in circolazione in tutto il corpo, andando soprattutto a minacciare nelle zone in cui la debolezza costituzionale è già presente.
Agni
Agni è il fuoco biologico che governa il metabolismo. E’ simile a pitta nella sua funzione e può essere considerato parte integrante del sistema pitta nel corpo. Pitta contiene energia che permette la digestione, questa energia è Agni. Pitta è il contenitore mentre Agni è il contenuto. È presente e necessario nei tessuti cellulari per la loro nutrizione e per il mantenimento del meccanismo autoimmunitario. Distrugge i batteri e le tossine estranee nello stomaco e nell’intestino. Protegge dunque la flora batterica dell’intestino. Agni è responsabile della longevità, dell’intelligenza e la comprensione, la percezione, i sistemi enzimatici e metabolici. Se agni è indebolito il metabolismo non funziona come dovrebbe, questo porta ad un indebolimento fisico, i cibi vengono assorbiti in modo parziale lasciando tossine nel corpo — AMA — che ostruisce gli intestini ma anche i capillari sanguigni. Le tossine vengono poi assorbite nella circolazione sanguigna, accumulandosi poi negli organi più deboli accumulandosi e impedendo il corretto funzionamento degli stessi. Gli organi influenzati da questi ristagni di ama mostrano dunque segni di malattia. La radice di ogni malattia è AMA. Le cause dello sviluppo di ama sono diverse: accostamento di cibi sbagliati, da un ritardo della funzione di Agni, da un’iperattività di agni, nel primo caso per la scarsa capacità di digestione nel secondo per la distruzione delle sostanze nutritive presenti nei cibi.
Diagnosi
Prima di descrivere le metodiche utilizzate dai medici Ayurvedico per formulare una diagnosi è opportuno chiarire la tematica: DIAGNOSI così come la si considera in occidente è il rilevare il difetto” corporeo che genera il problema, per esempio si presenta un dolore allo stomaco può essere analizzato attraverso l’introduzione di un sondino per escludere un certo tipo di patologia ed evidenziarne altre; oppure se ci si fa male al Pronto Soccorso la prima cosa che fanno è una bella radiografia. Nella diagnosi siffatta l’occidente non ha nulla da invidiare, ma come vorrei sottolineare resta uno studio parziale e sistematico della patologia, ma soprattutto non va a vedere la persona come essere pensante ma come macchina da aggiustare. I nostri medici sono assolutamente dei professionisti di indiscusso valore se trattiamo il corpo come una macchina da tagliandare periodicamentel
La diagnosi ayurvedica è molto differente dal metodo utilizzato in occidente, è un costante controllo dell’equilibrio fra gli elementi. In genere il medico Ayurvedico è un esperto anche nelle Scienze Psicologiche poiché è consapevole del fatto che per prima cosa si deve comprendere la causa psicologica che ha portato l’eventuale squilibrio. Le prime domande che si dovrebbero girare ad un paziente sono in merito alla famiglia, all’attività professionale, al senso che danno alla loro esistenza, se hanno una visione spirituale della vita.., poi si dovrebbe chiedere una sorta di elencazione dell’agenda quotidiana, è importante capire a che ora si alza, che tipo di pulizie esegue, che cosa mangia, quante ore spende al lavoro ecc. Dopo aver fatto un quadro generale della situazione è utile valutare a livello fisico/energetico dove sono gli eventuali disequilibri, per fare ciò il medico utilizza la lettura del polso, della lingua, degli occhi, valuta il colore della pelle, guarda il colore e la forma delle unghie, la consistenza dei capelli, la presenza di rughe di espressione...
L’osservazione può essere fatta quotidianamente, attraverso lo studio di queste aree si possono identificare gli organi che stanno subendo un maggior accumulo di AMA, così è possibile agire preventivamente e fare in modo che la situazione divenga risolvibile prima che possa insorgere la malattia vera e propria.
importante:
Prima di addentrarsi nei metodi di diagnostica è bene precisare che si deve essere molto esperti per poter valutare lo stato di salute di una persona, a volte un giudizio sbagliato, una diagnosi errata possono causare turbamenti in una persona e questo potrebbe favorire grandemente l’insorgere di malattie anche più gravi. Il medico che da alla persona una stima dl quanto gli resta da vivere potrebbe causare dei danni allucinanti. È corretto sapere di che cosa si soffre per prendersi cura di sé, da qui a fare i pronostici su quanta vita mi rimane sembra esserci molto su cui fantasticare. Nessuno dl noi sa esattamente chi è l’altro e quanto vivrà ancora, nessuno si dovrebbe mai permettere di chiudere Il suo prossimo in una casella, perderebbe tutto il resto della persona!
Detto questo la diagnosi permette dl comprendere quale sia l’area dl possibile intervento cercando di spingersi sempre più verso la radice del problema. Volutamente In questo testo non esistono test, non si deve mai cadere nell’errore di fare un autovalutazione se non supportati da persone esperte in grado di prendersi veramente cura del problema. Non dimenticate siamo scintille divine e non corpi da aggiustare!
Il polso e gli organi.
Il polso è un ottimo indicatore dello stato di salute degli organi, differisce l’auscultazione dalla parte sinistra a quella destra, per questo è importante fare una corretta lettura di entrambi. I polsi non si possono leggere dopo una corsa, un massaggio, aver mangiato, fatto il bagno o aver avuto rapporti sessuali. Anche la vicinanza di una fonte di calore può alterare la lettura. Per leggere il polso bisogna tenere il braccio leggermente flesso e porre le tre dita in ordine, indice, medio, anulare appena sotto l’osso radiale.
Il dito indice sente il battito relativo al Dosha Vata, se la persona è maggiormente Vata sarà più marcato e sembrerà veloce strisciante ed irregolare, è il polso del
SERPENTE.
Il dito medio sente il battito relativo al Dosha Pitta, se la persona è maggiormente Pitta sarà più marcato e sembrerà attivo ed eccitato, è il polso della RANA.
Il dito anulare sente il battito relativo al Dosha Kapha, se la persona è kapha, sarò predominante, sarà come il fluttuare sull’acqua, è il polso del CIGNO.
Il polso può anche rilevare il benessere dei vari organi attraverso i meridiani, auscultando le pressioni leggere e quelle più profonde.
Il polso può essere sentito in più zone: TEMPORALE, CAROTIDEA, BRACHIALE, RADIALE, FEMORALE, TIBIALE POSTERIORE, DORSALE DEL PIEDE.
POLSO DESTRO
Pressione leggera
1. intestino crasso
2. cistifellea
3. pericardio
Pressione profonda
1. polmoni
2. fegato
3. tridosha
POLSO SINISTRO
Pressione leggera
1. intestino tenue
2. stomaco
3. vescica
Pressione profonda
1. cuore
2. milza
3. reni
Nella mano ogni dito è legato ad un elemento e ad un organo vitale: il pollice è legato all’elemento Etere ed al Cervello; l’indice è legato all’elemento Aria ed ai Polmoni; il medio è legato all’elemento Fuoco e agli Intestini; l’Anulare è legato all’elemento Acqua ed ai Reni; il mignolo è legato all’elemento Terra ed al Cuore.
Diagnosi della lingua.
La lingua è l’organo del gusto e della parola. 11 gusto viene percepito dalla lingua quando è bagnata, è l’organo che traduce i pensieri in parole. L’esame di questo organo rivela ciò che accade nell’organismo.
Se il colore è pallido segnala presenza di anemia, se è gialla indica eccesso di bile o fegato in disordine, se è bluastra indica una problematica a livello cardiaco.
Ogni punto corrisponde ad un organo, varie patine, depressioni, rigonfiamenti sulla parte relativa all’organo ne rivela un malfunzionamento. La parte centrale è la colonna vertebrale, se è troppo marcata sono le zone in cui vengono trattenute le emozioni. Una patina presenta una quantità di ama nello stomaco e nell’intestino.
Pulizia
fondamentale prima di iniziare dei trattamenti effettuare una pulizia, le tossine infatti possono essere buttate in circolo e causare problematiche. Con i trattamenti è possibile attenuare il sintomo, ma se la causa della malattia permane si ripresenterà. La cura e l’eliminazione delle tossine può essere svolta sia a livello fisico sia mentale.
La liberazione emotiva è fondamentale per raggiungere e mantenere una salute fisica. Siamo abituati a trattenere le emozioni che sono assolutamente normali, ma l’accumulo di queste tossine mentali, aggravata dagli stimoli sociali possono e causare disturbi anche letali.
Non ci si può liberare subito delle emozioni, ma si possono guardare e con le varie tecniche trascendere sino a liberarsene. Principale tra tutte le Sadhana, la meditazione è il più efficace mezzo di pulizia a livello mentale, attraverso la recitazione di mantra si può giungere direttamente alla coscienza senza passare attraverso il filtro di Ahamkara e quindi giungere alla purificazione, volta per volta dei contenuti psichici che ci portano sofferenza ed attaccamento, per sviluppare sentimenti di amore universale e pienezza interiore.
Equilibrio palcofisico
La mente o meglio Ahamkara ha un ruolo fondamentale nell’equilibrio psicofisico, parlo di Ahamkara poiché è questa la parte di noi, l’io storico, che possiede il bagaglio cognitivo delle vite precedenti e gli schemi mentali, samskara e vasana. Ogni cosa che noi filtriamo delle esperienze finisce nel nostro inconscio, ma la modalità di percezione è distorta da Ahamkara. Il contenuto emotivo di ciò che assorbiamo può modificare il presunto equilibrio delle energie biologiche che governano il nostro organismo, ad esempio l’ira destabilizza il fuoco di pitta rendendolo molto più ardente del dovuto, bruciando cosi tanto agni consuma ojas che è la nostra forza biologica rendendoci deboli ed ipersensibili, e facilmente esposti ad infiammazioni. Il benessere psicologico è fondamentale per quello fisico, l’uno non sussiste senza l’altro. I latini dicevano Mens sana in corpore sano, ma è altrettanto vero il contrario corpo sano se la mente è sana.
Mente e stile di vita
A seconda dell’equilibrio nel tridosha lo stile di vita cambia in modo molto vistoso, la persona tamasica tende a procrastinare, a delegare a domani e ad essere sedentario, non ama le sfide ed è tendenzialmente portato all’invidia ed all’attaccamento alle cose materiali che costituiscono un’ancora alla crescita spirituale. La persona sattvica invece continua a porsi obiettivi sempre più alti, a mire di costruzione di un ego potente e pieno di qualità organizzative e manageriali, quindi avremo a che fare con persone devote al lavoro ed alla potenza personale come obiettivo della loro esistenza, se portato all’eccesso potrebbe dare ira come sentimento predominante. La persona sattvica è molto riflessiva e meditativa, le mire sono in genere di amore universale e di benessere dell’umanità, questo può portare ad una persona che si occupa di volontariato e che si fa in 4 per il benessere altrui, cosa meravigliosa se si è in perfetto equilibrio, negativo diventa se poi queste attività servono in realtà a mascherare una paura latente di essere soli ed abbandonati.
L’attività di volontariato è benefica e terapeutica di per sé se fatta con animo puro e non per soddisfare dei bisogni di affermazione, altrimenti diventa un baratto. Questo modo di essere cambia notevolmente il tipo di disturbo che si può generare ed ovviamente il tipo di risposta che la persona è in grado di dare. Far reagire una persona rajasica nello stato di patologia potrebbe essere molto più semplice rispetto ad una persona tamasica che in generale non bada al corpo ed abusa delle sue possibilità, mentre una persona sattvica potrebbe essere molto più concentrata sulla mente e sull’anima e quindi non occuparsi del corpo a sufficienza, in questo caso serve riprendere coscienza dello stesso e superare l’inerzia nella cura.
2. Il Pancakarma
Il panchakarma è la basilare tecnica terapeutica ayurvedica e consiste nel liberarsi delle tossine accumulate a livello corpore. Panca significa 5 mentre karma azione, sono le 5 azioni terapeutiche atte a liberare il corpo dai rifiuti che accumulati producono ostruzioni come sopra citato.
Il pancakarma è un percorso formato dalle terapie primarie, da fare sempre soto controllo medico e in luoghi ad esso adibiti, oltre ad una serie di terapie corollarie che preparano e aiutano il corpo a superare la terapia stessa. Le terapie corollarie, che sono quelle di cui maggiormente si occupa questo testo, si possono fare a prescindere dal pancakarma come il massaggio, come lo shirodhara, la meditazione, lo yoga ecc. tutte queste terapie vengono fatte in un momento di assoluta calma, di dieta curata e di rilassamento, in genere ci si dedica un periodo di almento 15 giorni per portare a compimento una pulizia efficace. Le terapie indicate devono essere prescritte da persone competenti, in genere non si applicano a donne incinta, uomini anziani, bambini, di caso in caso comunque vengono valutati i percorsi da effettuare, le tempistiche e le terapie corollarie più adatte.
Vaman
Vomito terapeutico — serve per liberare la congestione polmonare. Vengono somministrati 3/4 bicchieri di radice di calamo o liquirizia, e poi viene provocato il vomito con lo strofinamento della lingua. Si possono anche bere a stomaco vuoto dei bicchieri di acqua salata, che aiutano il riassorbimento del muco e poi provocato il vomito.
Questa terapia è consigliata per gli eccessi di Kapha, ossia di muco nella parte superiore del busto, stomaco e polmoni. Non è consigliabile ad una persona Vata che presenta debolezza e anoressia.
Virachan
Utilizzo di Purganti naturali — servono per l’accumulo di bile della cistifellea, nel fegato e nell’intestino. Vengono somministrate erbe che producono l’evacuazione fecale. Buon purgante è anche il latte caldo a cui viene aggiunto del ghi. un trattamento indicato per gli accumuli di Pitta, siccome il purgante indebolisce il sistema non è opportuno farlo in periodi di affaticamento eccessivo.
Basti
Clistere, è un trattamento completo per gli squilibri di vata. Vengono introdotte nel colon soluzioni come olio di sesamo, di calamo o di decotti medicati.
A seconda se il Basti deve essere nutritivo o meno si opta per l’utilizzo di oli o di decotti. In Occidente oggi si è sviluppato l’utilizzo dell’Idrocolonterapia che ha la medesima funzione anche se non ha ovviamente il sapore dell’india, però può essere un ottimo assaggio sui benefici che apporta.
Nasya
Somministrazione nasale, serve per gli eccessi di umori corporei nelle cavità craniche. 11 naso è la porta del cervello, da li passa il prana, ogni congestione nasale diminuisce l’apporto di prana al cervello con le conseguenti problematiche. Si possono anche eseguire massaggi nasali con il dito mignolo unto di ghi oppure olio, questo trattamento favorisce la liberazione delle emozioni represse. Particolarmente consigliato per chi soffre di riniti, congestioni, sinusiti ecc. può essere fatto anche con polveri erboristiche.
Rakta Moksha
Salasso, serve soprattutto per i disturbi di pitta. una pulizia a livello del sangue. Si possono anche utilizzare tisane per depurare il sangue come la radice di bardana , lo zafferano, la polvere di sandalo, la curcuma, il calamo. Succo d’arancia, di melograno e di asparago possono anche migliorare la pulizia del sistema circolatorio. In occidente è una terapia vietata a livello sanitario.
Shamana
attenuazione o digiuno, questo permette di eliminare le tossine in modo molto efficace. Il digiuno è particolarmente consigliato per coloro che hanno tendenza Kapha, per i Pitta deve essere limitata nel tempo mentre per i Vata, data l’eccessiva magrezza ed il metabolismo a volte accelerato, non è consigliata, anche se può essere fatto con particolari cautele e con succhi di frutta opportunamente selezionati. Il digiuno dovrebbe sempre essere fatto sotto controllo medico.
Le cinque azioni del panca karma sono concepite per penetrare nei tessuti vitali del corpo, sradicare la causa dei disturbi e rimuovere gli accumuli non necessari. Lo scopo primario è di ristabilire i processi corporei naturali per mezzo delle forze vitali il cui compito è di liberare il corpo dalle sostanze di rifiuto.
3. Regole di approccio al massaggio
Sebbene il massaggio sia una delle terapie corollarie rispetto il pancakarma è assolutamente una metodologia ricca di contenuto e di importanza.
Prima di effettuare un massaggio si deve svolgere un corso tenuto da un insegnante valido e in grado di trasmettere l’amore per la disciplina che svolge. La persona che vi apprestate a curare è un’anima somigliante a voi, per cui badate di trattarla come se stesse facendo qualcosa di veramente importante per lei e per voi stessi.
L’ambiente deve essere pulito, caldo ed accogliente, meglio se profumate la stanza con incensi naturali di aroma piacevole, la luce deve essere soffusa e le candele sono cosa gradita.
Il vostro abbigliamento deve essere consono, comodo, pulito e non deve essere attillato, il terapista deve essere una figura che non provoca mai turbamento, nè con le azioni, nè con le parole, nè con l’abbigliamento.
Gli oli ed i prodotti che si utilizzano devono essere naturali e se non avete esperienza con l’utilizzo delle erbe o degli oli essenziali meglio se non li utilizzati, non è permesso di fare esperimenti sulle altre persone. Avete una responsabilità che non deve mai essere sottovalutata.
Preparatevi al massaggio con delle meditazioni, del pranayama, della buona musica, non accettate di eseguire un massaggio se non ve la sentite, la persona sentirà tutto quello che passa attraverso la vostra energia, anche se non in modo consapevole.
La musica di sottofondo deve essere piacevole, rilassante ad un volume medio, mai alto.
La manualità deve sempre essere ritmica poiché è il ritmo che da dolcezza e rilassamento, veloce o lento che sia. Utile per l’operatore è la recitazione di mantra poiché oltre a tenere la mente pulita da eventuali giudizi e pensieri forvianti, consente al corpo di assumere una ripetitività del ritmo. Il massaggio parte dal cuore e non dalle braccia, è importante sentire il proprio cuore, respirare correttamente e muovere tutto il corpo, anche per evitare dolori alle braccia e alla schiena. Se si hanno diversi trattamenti al giorno questi accorgimenti risolveranno moltissimi disturbi.
Il massaggio può rivelarsi molto efficace poiché andando a sciogliere il corpo si fa un lavoro di ginnastica passiva che rende la persona morbida e flessuosa, proprio come deve essere la sua mente per continuare a trovare il proprio equilibrio in ogni istante della vita. Il massaggio può funzionare proprio per sciogliere le barriere psichiche ed energetiche, non sottovalutatelo e non sottovalutate il vostro sentire in ogni momento della seduta. 11 corpo della persona, se siete in ascolto, vi suggerisce di volta in volta che cosa fare, ascoltatevi, più puro è il sentire più è forte il contatto, migliore sarà il vostro lavoro.
N.B. l’olio deve sempre essere caldo e la persona deve essere sempre messa in condizioni di rilassatezza, utilizzate teli che coprano tutto il corpo e non lasciate mai scoperta per troppo tempo una zona, potreste creare imbarazzo o potrebbe sentire freddo. Se una manualità non funziona in quel momento passate a quella successiva, eviterete di far provare disagio.
In presenza di Cancro il massaggio è da evitare a meno di specifico consiglio medico. In genere è bene non stimolare l’organismo, meglio optare per altre terapie, ma sempre sotto consiglio del medico curante. La libera iniziativa potrebbe verificarsi una pessima opzione.

Il corpo è un tempio del divino, dobbiamo trattarlo come il tempio più bello che il Signore ci abbia dato l’occasione di visitare. Nel massaggio si va oltre la fisicità poiché si lavora sul campo eterico, una buona tecnica non è sufficiente, meglio una persona poco tecnica ma che ha nel cuore amore verso il prossimo. Se approcciate al massaggio o ad altre tecniche in questo modo le persone beneficeranno del calore e dell’affetto che state inviando.
Alla fine del trattamento ringraziate la persona perché vi ha dato il permesso di entrare nel suo intimo, di stare in contatto con un altro essere umano. La persona si è fidata di voi, è un dono divino.
4. 1 Dosha
Tipologia corporea
Il tipo corporeo viene determinato alla nascita da fattori genetici e dalla memoria karmica, esso è la nostra natura costituzionale ossia prakriti o prakruti. La prakruti è costituita dalla particolare combinazione e trasmutazione dei cinque elementi che avviene nello sperma e nella cellula uovo all’atto del concepimento, una volta che la nascita ha dato la sua impronta elementale, non possiamo più alterarla senza influire negativamente sull’equilibrio ed il benessere di una persona. ogni costituzione umana contiene tutti e tre gli elementi mescolati in maniera differente. mutevole ovviamente la composizione degli elementi a livello fisiopsicologico grazie ai cambiamenti della mentalità, alle influenze della società ed alle realtà circostanti.
I sette tipi corporei sono:
• Vata
• Pitta
• Kapha
• Sama - tridosha in equilibrio
• Vata/Pitta
• Vata/Kapha
• Pitta/Kapha
I cinque elementi del micro e macro cosmo
I cinque elementi sono l’energia manifesta della coscienza cosmica: ETERE, ARIA, FUOCO, ACQUA e TERRA. In principio il cosmo esisteva come in uno stato di coscienza immanifesta. Da questo stato di coscienza unificata si sviluppo il primo suono AUM, sottili vibrazioni del suono primario. Da questo suono apparve il primo elemento, l’ETERE, dal movimento dell’ETERE si creò l’ARIA, dal movimento dell’ETERE si creò per frizione il FUOCO. Attraverso il calore del FUOCO alcuni elementi si dissolsero trasformandosi in ACQUA, mentre altri si solidificarono dando vita alla TERRA. I cinque elementi fanno parte di qualsiasi cosa di materiale presente in natura.
L’uomo è composto anch’esso dei 5 elementi.
ETERE: è il NON spazio «esistente tra due elementi solidi, c’è ma non esiste, lo spazio tra i piccoli pianeti, l’universo stesso, e tutti siamo fatti esattamente come loro. Se immaginiamo la composizione delle galassie e riduciamo queste a dimensioni invisibili ad occhio umano possiamo vedere che funzionano esattamente come gli atomi.
Nell’etere trovano spazio le onde sonore. lo spazio in cui accade ogni cosa. L’etere è solamente la distanza che separa la materia.
TERRA:
rappresenta lo stato solido della materia, manifesta la stabilità, fissità e rigidità. Nel corpo queste caratteristiche sono rappresentate da ossa, cellule e tessuti sono strutture fisiche attraverso cui scorre il sangue e viene trasportato l’ossigeno. La terra è un elemento considerato stabile.
ACQUA:
caratterizzata dal cambiamento. Il sangue, la linfa e gli altri fluidi del corpo si muovono tra le cellule e nei vasi portando energia, eliminando le sostanze di rifiuto, regolando la temperatura, trasportando gli anticorpi e portando le informazioni ormonali da un’area all’altra. L’acqua è considerata una sostanza senza responsabilità.
FUOCO:
è il potere di trasformare di trasformare i solidi in liquidi, in gas e viceversa. All’interno del corpo si trova il fuoco che tiene insieme gli atomi alle molecole, che converte il cibo in grasso e in muscolo, che trasforma il cibo in energia, che crea gli impulsi delle reazioni nervose, i sentimenti e anche il processo del pensare. Il fuoco è considerato una forma senza sostanza.
ARIA:
è la forma gassosa della materia, è mobile e dinamica. Noi sentiamo l’aria che scende attraverso la gola e si diffonde nei polmoni; se interrompiamo questo flusso per più di qualche minuto ci rendiamo conto con tutto il nostro essere di quanto sia importante l’aria per la vita. All’interno del corpo l’aria è la base di ogni reazione di trasferimento di energia, cioè l’ossidazione. Pulita e pura è un elemento chiave per fare in modo che il fuoco bruci. L’aria è esistenza senza forma.
Gli elementi sopraccitati si combinano e formano i DOSHA (cambiamento, movimento), forze primarie della vita o umori biologici. Dosha significa ciò che cambia perché si muovono in costante equilibrio tra dì loro. Essi si trovano solo nelle forme di vita animata e il loro dinamismo rende la vita possibile.
ETERE + ARIA = VATA
ACQUA + FUOCO = PITTA
ACQUA + TERRA = KAPHA

Elementi e sensi

I cinque sensi sono direttamente collegati con gli elementi, Maha Bhuta, poiché i sensi sono la manifestazione della percezione del mondo esterno il quale è per la totalità composto da questi cinque elementi:





Come si vede dallo schema Ishvara da vita a Purusha e Prakriti, rispettivamente l’essenza, puro spirito, e materia, in principio allo stato Latente, non manifesto, Mula Prakriti. Quando nella giornata del Signore il suo sguardo esce da sé stesso e si porta fuori i guna presenti nella materia allo stato latente subiscono uno sconvolgimento dal punto di vita del loro equilibrio, della loro omeostasi. Da questo disequilibrio l’interazione tra Purusha e Prakriti discende il Mahat o Buddhi, l’intelligenza cosmica, quella che allo stato cellulare possediamo anche noi, quella da cui attingiamo quando abbiamo la fortuna di trovarci nello stadio contemplativo o samadhi. Dalla Buddhi o intelligenza cosmica ne discende Ahamkara che è l’identificazione con uno stato o un altro della materia, ossia la percezione di sé come staccati da tutto ciò che è esterno da noi. Da Ahamkara sotto l’influsso di Sattva Guna si originano la Mente o Manas, i 5 organi di senso e i 5 sensi. Invece da Ahamkara sotto l’influsso di Tamas si originano i 5 Tanmatra che sono correlati ai sensi poiché sono le qualità degli stessi ossia la sonorità, la tangibilità... e i 5 Bhuta ossia i 5 elementi. Rajas in questo processo è un p0’ la bilancia tra sattva e tamas.
L’importanza della comprensione dei tridosha nella cura.
La comprensione corretta della costituzione fisica individuale permette di orientare la cura, in Ayurveda, come in nessuna delle medicine naturali, non esiste un’unica cura per curare una certa sintomatologia poiché può avere matrici diversificate a seconda del tipo di costituzione fisica.
VATA: ETERE+ARIA, il principio è movimento. E’ l’energia sottile che governa i movimenti biologici. Vata governa il respiro, il battere delle ciglia, i movimenti muscolari e nei tessuti, le pulsazioni del cuore, le contrazioni e l’espansione, i movimenti del citoplasma e delle membrane delle cellule e il sistema nervoso. Governa sentimenti ed emozioni quali l’ingenuità, la paura, il nervosismo, l’ansietà, il dolore, i tremori e gli spasmi. L’intestino crasso e le cavità pelviche, le ossa, la pelle, le orecchie e le cosce sono sedi di vata.
PIT1’A: FUOCO+ACQUA, il principio è il metabolismo, la combustione. Governa la digestione, l’assorbimento, la nutrizione, il metabolismo, la temperatura corporea, la colorazione della pelle, lo splendore negli occhi, l’intelligenza e la comprensione. Pitta fa sorgere ira ed odio. anche nell’intestino tenue, lo stomaco, le ghiandole sudorigere, il sangue, l’adipe, gli occhi e la pelle sono le sedi di pitta.
KAPHA: ACQUA+TERRA, acqua biologica, cementa gli elementi nel corpo, fornisce il materiale per la struttura fisica. Mantiene la resistenza corporea. E’ responsabile della forza biologica dei tessuti nel corpo, mantiene vigore e stabilità. Sostiene la conservazione , vigore e stabilità, fornisce energia al cuore ed ai polmoni, mantiene l’immunità. E’ nel petto e nella gola, nella testa e nelle cavità, nel naso nella bocca, nello stomaco, nelle giunture, nel citoplasma, nel plasma e nelle secrezioni liquide. Provoca emozioni come l’attaccamento e l’invidia, l’avidità. Promuove sentimenti quali l’amore, il perdono e la calma.
I tridosha sostengono le attività metaboliche, il catabolismo — vata, l’anabolismo — Kapha e il metabolismo — Pitta.
Cosa influisce sui dosha?
• Ambiente — dove siamo (inquinamento, situazione demografica, persone che si frequentano), se vuoi essere felice devi frequentare persone felici.
• Abitudini di vita — rispetto degli orari e di certe abitudini
• Igiene — chi si lava poco può avere infiammazioni con grande probabilità
• Sonno — se dormo troppo non va bene così come se dormo poco
• Esercizio fisico — soprattutto per i tipi kapha
• Abitudini sessuali — sia a livello fisico sia a livello mentale
• Soddisfazione stimoli corporei — la gola ad esempio può dare un piacere mentale
• Emozioni, passioni e desideri
• Alimentazione — sapori amari, acidi, dolci

Ritmo dl manifestazione dei dosha
Ognuno di noi è nato con un proprio equilibrio V-P-K e questo equilibrio determina le caratteristiche personali, nella medicina ayurvedica, basandosi su queste differenze, le persone non vengono tutte trattate o curate con lo stesso tipo di terapia, ma esistono differenziazioni in base all’equilibrio dei tre dosha. Una persona può avere un Dosha predominante, due o molto raramente un buon equilibrio fra i tre.
Da bambini si è portati ad un equilibrio di tendenza Kapha, gli adolescenti e gli adulti di solito sono predominati da Pitta, l’età della maturità viene predominato da Vata.
Anche il ritmo quotidiano ha delle manifestazioni di prevalenza di un dosha o
dell ‘altro:
Mattino sino le 10 — kapha
Dalle 10 alle 14 - Pitta
Dalle 14 al tramonto — Vata
Dal tramonto alle 22 — kapha
Dalle 22 al mattino - Pitta
a. Il_dosha Vata
Vata è composto da Aria ed Etere, l’elemento dominante è l’aria, percui il nome in sanscrito è Vayu, vento, ciò che soffia. L’Etere è lo spazio entro cui l’Aria si muove. la forza che muove gli altri umori poiché la vita stessa viene dall’Aria.
Vata contiene il movimento, la trasmissione degli impulsi, volontari e non. Opera attraverso il cervelo con il sistema nervoso, è correlato con la parte inferiore del sistema digestivo, l’intestino crasso.
Il sensi sensi legati al dosha vata sono Tatto ed Udito.
Vata ha sette caratteristiche: freddo, leggero, irregolare, mobile, rarefatto, secco e ruvido.
Caratteristiche psicologiche:
Veloci ed abili di mente, interessi ed inclinazioni mutevoli. Chiacchieroni, informati ed intellettuali. La mente vacilla e può navigare senza controllo. Possono perdere di vista gli obiettivi. Mancano di solidità e di fiducia in sè stessi. Hanno paura del nuovo, di solito si crogiolano nelle problematiche. Tendono a prolungarsi nelle cose che stanno facendo. Primeggiano nel campo dei mass media, abili comunicatori e programmatori di computer. Sono estrosi, artisti e creativi. Di solito amano la compagnia, ma se l’elemento aria è molto presente tendono ad isolarsi per la paura di ciò che vorrebbero comunicare. Sono di natura ribelle, non amano essere nè leader nè seguaci.
La persona con influenza maggiore di VATA potrebbe essere molto alta o molto bassa, tendenzialmente magra; le articolazioni scricchiolanti, articolazioni sporgenti, gambe e braccia molto lunghe, a volte sproporzionate al torace, tendenza scoliotica, struttura generalmente un p0’ irregolare. La pelle è tendenzialmente secca, ruvida e fredda, capelli secchi e crespi, spesso scuri. Occhi spesso piccoli, scuri e un p0’ secchi. L’appetito non è regolare, possono saltare pasti salvo poi fare mega abboffate. Soffre di dolori e disturbi nervosi. Sete variabile e a causa della scarsa presenza di liquidi i rifiuti sono spesso duri e secchi con conseguenti possibili irritazioni intestinali. Vata è un tipo molto attivo che consuma le riserve energetiche molto in fretta per poi ricorrere a zucchero, cioccolato, caffeina. La mente non si quieta mai, sotto stess possono diventare timorosi, insicuri e ansiosi. Hanno una memoria a breve termine e spesso si dimenticano le cose. La parlata è veloce e molto gesticolata.
In genere prende peso attorno alla vita. La pelle ha tendenza ad essere secca, ruvida e fredda al tatto. La colorazione della pelle sarà più scura rispetto della famiglia. I capelli possono essere scuri, secchi e crespi.
Se si ammala può soffrire di disturbi nervosi. La sete è variabile, l’andar di corpo avviene con molta aria, feci dure, secche e tendenza alla costipazione. Fisicamente sono persone molto attive ma spendono facilmente le loro energie e per continuare le loro attività si affidano a zucchero, caffeina e stimolanti vari. La mente non si ferma mai, è attiva, curiosa e creativa. Sotto stress possono diventare timorosi, insicuri e ansiosi. Cambiano idea facilmente, hanno una buona memoria a breve termine ma si dimenticano facilmente delle cose. Sognano spesso di volare, correre, saltare e fanno sogni paurosi. 11 sonno è difficoltoso con interruzioni e possono soffrire di insonnia. La parlata è veloce, caotica, impulsiva e spesso parlano con le mani. Hanno le mani bucate perché spendono compulsivamente. Il polso è esile debole ed irregolare. I tipi dominati da vata possono essere diversi l’uno dall’altro, ma condivideranno molte delle caratteristiche descritte.
Con vata in eccesso tutte queste qualità sono amplificata, con Vata in difetto la persona viene ad essere una persona SENZA MOVIMENTO, quindi inetta, che si lascia un po’ vivere.
Vata si aggrava nel tardo inverno.
Vata in eccesso:
1. stitichezza, gas intestinali, secchezza delle fauci, desiderio di calore, paura, ansia
2. aumento dei gas e della stitichezza, mani e piedi freddi, secchezza del corpo
3. dilatazione eliminata, affaticamento, mente irrequieta, paura e ansia
EMOZIONI: nervo sismo, ansia, paura, tristezza, confusione, sofferenza, insicurezza, mancanza di integrità, comunicazione e creatività - sbalzi di umore.
Regole generali per chi ha eccesso di Vata sono: consumare cibi e bevande calde, cibi untuosi con sapore prevalentemente dolce, acido e salato. Data la secchezza della pelle è consigliabile passare quotidianamente dell’olio naturale, sesamo, cocco, mandorla dolce; visto che l’appetito va a fasi alterne non è buono per un Vata mangiare in solitudine. I colori che si addicono di più sono giallo, arancio e rosso, meglio evitare colori scuri. Le pietre consigliate sono la Giada e l’Olivina. Evitare vento freddo, umidità e in generale qualsiasi tipo di eccesso, viaggi, televisione, viaggiare, pensare... sono adatti sport che non affatichino troppo ma che richiedano un p0’ di costanza come il nuoto, le passeggiate. Evitare diete e digiuno, cibi secchi, freddi, con utilizzo di sapore piccante che tendenzialmente raffredda. In generale è positivo adottare uno stile di vita che dia calma, rilassatezza e tranquillità.
b. Il Dosha Pitta
Pitta, forza creata dall’interazione dinamica di fuoco ed acqua. Queste due forze rappresentano la trasformazione. Esse si influenzano a vicenda e sono necessarie nei processi della vita. Pitta si manifesta nella trasformazione, è rappresentato dagli enzimi che trasformano il cibo e dagli ormoni che regolano il metabolismo. Nella mente trasforma gli impulsi elettrici in pensieri codificabili e comprensibili. Pitta ha Otto caratteristiche: caldo, leggero, fluido, sottile, acuto, maleodorante, soffice e chiaro.
11 senso legato a questo Dosha è l’olfatto.
Il fuoco di pitta è trattenuto nei liquidi caldi come il sangue, I succhi gastrici, il fuoco è contenuto nel secondo aspetto che è l’acqua. Pitta governa la trasformazione in generale, dalla materia agli elementi più sottili. Predomina nel sistema digerente, soprattutto nel tenue, è presente nel sangue.
Il senso legato al dosha pitta è la vista.
Governa la ragione, l’intelligenza, la comprensione, permette il discernimento.
Il disturbo emotivo di Pitta è l’ira.
Caratteristiche psicologiche:
Intelligenti, acuti, percettivi, odiano perdere. Possono essere intransigenti, sentenziosi o ipocriti. Sono soggetti all’ira. Hanno forte volontà e possono essere impulsive ed ostinati, POSSOflO essere fanatici ed insensibili. Amano l’energia della forza e possono incappare in discussioni violente.
Sono abili in matematica ed in meccanica. A loro piacciono gli attrezzi, la chimica o le armi. Sono abili nelle investigazioni. Hanno una visione profonda delle cose, possono riuscire come psicologi, militari, ufficiali di polizia, avvocati, politici. Buoni oratori e predicatori, convincenti quando presentano I loro argomenti.
Temperamento Pitta: ambizione, concentrazione, fiducia in se stessi, coraggio, entusiasmo per la conoscenza, felicità, intelligenza. Mente molto vigile ed attenta, afferra rapidamente le informazioni e le manipola a proprio vantaggio. Buona memoria per le informazioni che servono al raggiungimento dei propri scopi, meno efficace per compleanni e ricorrenze.
La persona con influenza maggiore dl PITTA ha una costituzione piuttosto
normale, può prendere e perdere peso molto facilmente. La pelle si scotta facilmente e spesso ha efelidi, con tendenza all’acne. Suda copiosamente e facilmente. I capelli sono morbidi, ma tendono a imbiancarsi prematuramente e a cadere. Gli occhi sono acuti e penetranti. Se si ammala potrebbe avere febbre, infiammazioni ed infezioni. Beve moltissimo quindi gli scarti sono molto umidi e morbidi. Sono intelligenti e determinati, sotto stress diventano collerici, irritabili, autoritari e gelosi. La parlata è acuta, chiara e fluida, può essere molto sagace e tagliente. Nelle attività che amano diventano molto appassionati e focalizzati sull’impegno.
Cosa fare per ridurre Pitta
Pitta in eccesso:
1. acidità di stomaco, sensazione di bruciore, rabbia e critiche
2. bruciore di stomaco, indigestione, bruciore nel plesso solare, ipercriticità
3. sensazione di bruciore nell’evacuazione di feci ed urine, dolori durante la digestione
EMOZIONI: ambizione - rabbia - invidia - paura dell’insuccesso - frustrazione — odio — gelosia — tendenza a critica e giudicare — modo tagliente di fare — mancanza dl discernimento — orgoglio e scetticismo
Regole generali per chi ha eccesso di Pitta sono: consumare cibi e bevande tendenzialmente fredde, cibi con sapore astringente, amaro e dolce. Fare bagni di luna e camminare all’aperto, nell’aria fresca. Fare sport di gruppo che richiedano collaborazione ma che non mettano in risalto l’uno o l’altro. Le pietre indicate sono lo zaffiro, l’acquamarina e l’azzurrite. Periodicamente sarebbe positivo depurare il fegato, seguire diete appropriate ma evitare restrizioni di cibo. I colori più indicati sono blu e verde. Adottare uno stile di vita gioioso che non alimenti aggressività e rabbia.
PITTA si aggrava in autunno;

c. Il Dosha Kapha
Kapha è l’equilibrio concettuale tra terra e acqua. La terra è il confine entro cui è trattenuto, pelle, membrana e mucose. Kapha è forma e sostanza, responsabile del peso e della stabilità. struttura e lubrificazione; è rappresentato dalle cellule che costituiscono gli organi e dai fluidi che lubrificano e nutrono gli stessi. Un eccesso di kapha porta a un’eccessiva produzione di muco nelle vie respiratorie come nel colon, crea rigidità della mente, fissazione su certe idee e mancanza di flessibilità. Kapha in difetto porta secchezza delle mucose, bruciori di stomaco e mancanza di concentrazione.
I sensi legati a Kapha sono Gusto ed Olfatto.
Le qualità di kapha sono: untuoso, freddo, pesante, stabile, densa e liscia.
Fornisce una buona lubrificazione, l’eliminazione delle secrezioni, protegge I nervi, la mente ed I sensi. Kapha predomina nello stomaco, nei polmoni, nella testa dove si accumula muco.
Governa I sentimenti, le emozioni e la capacità della mente di rimanere legato ad una forma.
Caratteristiche psicologiche:
Temperamento emotivo, se lo esprimono in maniera positiva sono in grado di dare molto amore, devozione e lealtà, ma dall’altra parte hanno molti attaccamenti, possono essere avidi e possessivi. Sono romantici e sentimentali e piangono facilmente. Non sono molto creativi, preferiscono seguire cose utili, bravi a terminare qualcosa piuttosto che a iniziano. A loro piace dare forma alle cose. Tradizionalisti e convenzionali, amano appartenere a qualche gruppo ed in genere non si ribellano. Sono buoni seguaci e lavoro in associazione. Spesso sono inattivi, amichevoli e vicini alla famiglia. Entrano difficilmente in relazione con estranei o sconosciuti. Cercano di non fare male agli altri anche se a volte possono essere insensibili alle altrui esigenze. A volte cercano di spadroneggiare tenendo sotto gli altri.
Amano prendersi cura della famiglia, cucinare essere buoni genitori. Possono essere lavoratori instancabili. La mente è posata ed affidabile, ha bisogno di più tempo per imparare, ma una volta appreso non dimentica facilmente. Non è sempre in cerca di nuovi stimoli, spesso si sente appagata.
La persona con Influenza maggiore di KAPHA ha una costituzione piuttosto robusta, possente. La pelle è spessa, untuosa, fredda al tatto, pallida e luminosa. Sudano poco e ingrassano facilmente, perdono peso a fatica. I capelli sono oleosi e grossi, spesso ondulati. Occhi grandi e attraenti. Ha poco appetito, ma costante, può saltare pasti senza subirne gli effetti. Se si ammala soffre di congestione, eccesso di muco e ritenzione di liquidi. Devono pochi liquidi. Pacifici e serafici non consumano molte energie. Può diventare molto egocentrico, avido e con una sensibilità eccessiva. Apprendono lentamente ma poi non dimenticano più. La parlata è lenta, monotona e melodiosa. Spendono con acutezza e hanno sempre la dispensa piena.
Con Kapha in squilibrio la persona tende ad essere lenta, pigra, tende ad ingrassare facilmente, è noiosa e piuttosto pesante.
Cosa fare per ridurre Kapha
Kapha in eccesso:
1. apatia, inappetenza, pesantezza
2. nausea, sensazione di gonfiore, desiderio di dormire, aumento della salivazione
3. pesantezza, gonfiori, edema, aumento del muco, vomito
EMOZIONI: Noia — negligenza — mancanza di compassione — avidità — senso di mancanza dl appoggio e di amore — comportamento ossessivo — scortesia - mancanza di interesse
Regole generali per chi ha eccesso di Kapha sono: fare una giornata di digiuno una volta alla settimana. I cibi migliori sono piccante, amaro e astringente. Evitare o ridurre cibi dolci, acidi e salati. Mangiare poco la sera e fare tanta attività sportiva. I colori più indicati sono giallo, rosso e marrone. Le pietre migliori sono il topazio giallo ed il diamante. Fare regolarmente bagni e saune per facilitare l’espulsione di tossine.
Kapha si aggrava in primavera.

…dedicato a tutti coloro che cercano risposte....

Sarah Pena López

 

.
Centro estetico e ricostruzione unghie Vanity Center - Via Perrone 2/A - 28100 NOVARA  Tel/Fax: 0321.627720
 
Orario apertura: dal Martedì al Sabato dalle 9.00 alle 19.00 Orario continuato. Riceviamo su appuntamento.

Home
| Centro |Servizi | Gallery | Dove Siamo | Contattaci | Ayurveda | Sistema Aurum | Vacuum terapia corpo| Vacuum terapia viso

Sviluppato da Tiesse Informatica